Ultima modifica: 12 marzo 2020

Formazione a distanza – in itinere

In via preliminare ritengo  necessario ringraziare i docenti e gli educatori che, in questi giorni difficili e colmi d’incertezza, hanno agito con vera professionalità e un impegno, è bene ricordare, non dovuto  poiché non contrattualmente definito: segno evidente  della vicinanza ai propri alunni, del senso di appartenenza a questa Istituzione, dell’interiorizzata necessità di dare il meglio e della consapevolezza, condivisa in pieno da chi scrive, che, insieme, si può via via migliorare.

  Le famiglie, dai primi feedback, hanno dimostrato di apprezzare gli sforzi messi in atto; certo, serve pazienza, data la congiuntura, nel non pretendere tutto e subito. Qualcuno, infatti, potrebbe correre il rischio di  dimenticare la gradualità con cui il corpo docente sta agendo: le stessa divisione in fasi delle didattica a distanza adottata ne è  la prova; come in tutte le cose, a maggior ragione nell’ambito pedagogico – didattico, il senso è dare il tempo necessario ai docenti di ambientarsi appieno nel tipo di didattica richiesto, per più d’uno nuovo (migliorarne le procedure in termini di ricerca -azione, selezionare contenuti, presentarli con modalità accattivanti e strategie efficaci, monitorare il nuovo ambiente di apprendimento in fieri): l’obiettivo è quello di evitare inutili e improduttive improvvisazioni.

Ma è importante anche per gli studenti, sebbene nativi digitali, metabolizzare nuove metodologie e procedure didattiche, far fronte alle nuove consegne, comprendere il senso dei (necessariamente) nuovi tipi di verifica.

Qualunque  forma di  istruzione, per tutti, deve essere favorita attraverso una serie di passaggi successivi  e logicamente sequenziali.  Infatti, come per l’analisi di un testo, occorre  leggerlo più volte, comprenderlo, riscriverlo attraverso un riassunto o una parafrasi, analizzarlo dal punto di vista tematico e formale ( sintattico, linguistico, retorico…), provare a interpretarlo; allo stesso modo   avviene nella F. a D..

Dopo il primo periodo (fase) di iscrizione in piattaforma (che, ancorchè chiusa, ha fornito a qualche alunno – del resto facilmente individuabile – la possibilità di gigioneggiare con l’utilizzo di nomi… d’arte per la creazione del proprio account), il secondo di inserimento di materiali didattici e il terzo di lezioni videoregistrate, ne seguirà un quarto di lezioni in streaming in diretta, delle quali il docente interessato informerà con congruo anticipo le famiglie sul registro elettronico e, considerati i tempi imprevisti di sospensione dell’attività didattica tradizionale, fatto salvo il rispetto della privacy, coinvolgerà non soltanto le classi degli ultimi anni così come previsto dalla circolare 354.

E seguiranno, ancora, altre fasi di implementazione delle procedure fornite agli studenti nel  tentativo di offrire soluzioni e contenuti adeguati che possano essere da una parte utilizzabili in futuro, si spera in situazione meno drammatiche, dall’altra preparare gli studenti a modalità operative che senz’altro ritroveranno nel prosieguo degli studi e nel mondo del lavoro.

Si chiede, quindi, a tutti il rispetto di una nuova programmazione e della libertà di azione dei docenti che, è bene sottolineare, consiste nella libertà di scelta di qualunque mezzo ritenuto più idoneo per il raggiungimento del successo formativo dei propri alunni.

E’ bene riflettere: la formazione a distanza è costituita dall’insieme delle attività didattiche svolte all’interno di un progetto educativo che prevede la non compresenza di docenti e discenti nello stesso luogo: è quindi un progetto educativo affatto diverso da quello abituale del quale condivide anche la didattica frontale, seppure on line.

Il contributo di tutti è fondamentale ma, come dire, nella propria “parte”: se è da apprezzare, p.e., l’inspiegabile solerzia che spinge qualcuno a sollecitare in vario modo chi scrive proponendo soluzioni didattiche, inviando modelli della privacy non richiesti, nel momento attuale, si fa appello, invece, alla consapevolezza, alla calma, alla lucida lettura di una realtà complessa e da filtrare ai “piccoli “ (evangelicamente parlando), di cui condividiamo la cura e per i quali, nella solerte e silenziosa operosità, alimentiamo  reciproca fiducia nel presente e nel futuro.

( da Circ .n. 361 del 12.03.2020)

 

Circ.n.361 formazione a distanza – in itinere