Ultima modifica: 3 febbraio 2016

Soggiorno studio in cina a.s. 2009-2010

Soggiorno studio in cina a.s. 2009-2010

Per approfondire lo studio della lingua cinese,

gli alunni della classe prima

del liceo Scientifico Internazionale con opzione Lingua Cinese

stanno svolgendo un soggiorno curricolare di tre settimane in Cina

per completare il livello di preparazione curricolare.

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Apriamo qui una finestra di aggiornamenti con i nostri ragazzi!

in diretta dalla Cina…

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Inizia l’avventura in Cina

Sta per iniziare l’avventura tanto attesa, la partenza per la Cina. Siamo davanti ai cancelli del Convitto: agitazione, felicità, curiosità è questa l’atmosfera che si respira; voglia di partire, voglia di rimanere con amici e parenti, ma al tempo stesso voglia di andare alla scoperta di un paese tanto lontano.

E’ una frazione di secondo che ci divide dal momento dei saluti con le persone care e la frenesia del viaggio per arrivare in aeroporto.

L’aereo è appena decollato, c’è chi dorme, chi legge e chi conta le ore.

Dopo il lungo viaggio siamo finalmente arrivati a Pechino. Siamo giunti in una realtà completamente diversa, caratteri incomprensibili e occhi a mandorla ci rapiscono, sarà questa la nostra nuova “casa” per 21 giorni.

Iniziano le lezioni, la mattina studio dei caratteri cines; il pomeriggio ci cimentiamo nella realizzazione di ventagli di carta di riso, caratteri antichi e kong fu.

Camminando per i corridoi della scuola incrociamo gli sguardi incuriositi ma felici dei nostri compagni cinesi.

Due giorni dopo inizia la sfida Italia-Cina. Incitati dai loro compagni di classe i ragazzi cercano di battere gli avversari, schiamazzi, applausi e tanta fatica non sono sufficienti per vincere la partita che si conclude in un applauso generale.

Chiara Mearelli

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L’incontro tra adolescenti

Fino a pochi giorni fa pensavamo che questo viaggio fosse esclusivamente un’opportunità per guadagnarci, fra i primi, la certificazione della conoscenza della lingua cinese a livello internazionale. Oltre a questa aspettativa, questo viaggio ci sta permettendo di entrare in contatto con un mondo che a noi occidentali appare completamente nuovo. Grazie ai numerosi intrattenimenti abbiamo avuto la fortuna di stringere amicizia con i nostri nuovi compagni cinesi che da subito ci hanno accolti con grande gioia. Attraverso i loro racconti e i loro volti sinceri abbiamo appreso i lati più nascosti della loro adolescenza. Quest’ ultima, considerata in Europa come un’età di massima crescita, qui viene vissuta come un periodo in cui si viene educati al modello di cittadino corretto e laborioso. I concetti che per noi ragazzi italiani sembrano belli e scontati, per i ragazzi cinesi sono solamente l’illusione di un sogno. Qui non è infatti possibile abbracciare o dimostrare qualunque tipo di affetto nei confronti di un compagno di un altro sesso; nelle scuole diventa anche difficile instaurare amicizie perchè  la maggior parte dei modi usati per socializzare sono loro negati.  Ad esempio: noi il sabato sera andiamo alle feste, in discoteca o a prendere una pizza tutti insieme e quando dopo cena ci connettiamo su facebook, i nostri amici di Pechino si trovano nelle loro aule a studiare, per loro risulta un grande regalo anche l’opportunità di andare a fare shopping nei grandi magazzini con i loro migliori amici. Nonostante la loro consapevolezza di non vivere una vita spensierata come la nostra, le loro facce si possono paragonare al sole: sempre luminose! Pensiamo che da questa esperienza torneremo tutti cresciuti, con una certezza in più rispetto agli altri che ci per metterà di cogliere il meglio anche dalle cose piccole.

Giulia Gori e Costanza Gscheider

 

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Domenica 13 Giugno, giornata all’insegna dello sport.

La visita al complesso olimpionico Beijing 2008 è iniziata in un immenso piazzale, circondati e stupefatti da piscine olimpioniche, alberghi lussuosi e da un maestoso stadio futuristico.

Assaliti da emozioni continue siamo entrati nel famoso Nido d’Uccello, teatro delle cerimonie di inaugurazione e chiusura delle Olimpiadi, mentre scorrevano davanti ai nostri occhi le immagini dei campioni che, battendo numerosi record, hanno scritto la storia dello sport mondiale. Insieme abbiamo assistito a uno spettacolo di danze e musiche popolari delle minoranze etniche della Cina  mentre sulle nostre teste, a oltre 50 metri di altezza, un funambolo eseguiva prodezze inimmaginabili che ci hanno tenuto tutto il tempo con il fiato sospeso: acrobazie viste finora soltanto in televisione!

Valerio Santoro

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Festa delle barche drago

Sembra impossibile, ma questa settimana si spacca a metà: la festa nazionale delle barche drago ci ha tolto una giornata di studio, per darcene una di vacanza dedicata alla conoscenza delle tradizioni cinesi.

Voglia di evadere dalla scuola, per girare e amalgamarci con il miliardo e mezzo di abitanti della Cina, che piano piano ci sembrano sempre più familiari.

E sono tutti lì, per strada e nei parchi, a giocare, suonare, ballare e fare sport, sentendosi  un’unica famiglia: unità, integrità, leggerezza aleggiano nell’aria del parco.

E dopo una carica di positività veniamo scaraventati nel paradiso delle contrattazioni: il mercato delle perle.

C’è chi per negoziare fa la faccia cattiva, chi supplica, chi finge di andarsene e chi in realtà ha già ceduto al primo colpo: calcolatrici in bella mostra e portafogli ben stretti, ecco le nostre due ore di shopping per tre piani interminabili di venditori disperati.

E infine quella classica felicità di chi ha appena fatto un affarone,p ur sapendo di aver comunque speso tanto, ci riempie il cuore, senza farci più ragionare: non ce ne vorremmo più andare!

Prima di tornare a “casa”, classica fermata nel ristorantino cinese, che tanto ci fa rimpiangere la cucina di mamma e papà.

Chiara Gilardoni

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La Città proibita e il Parco delle etnie

 

Oggi, il 12/06/2010, la nostra classe ha avuto il privilegio di far visita ad una tra le piazze più importanti della storia della Cina e del mondo intero, Piazza Tienanmen, e ad un parco che rappresenta nel suo insieme le minoranze etniche di tutta la Cina.

Senza avere ancora la consapevolezza di essere in un Paese completamente diverso dal nostro, lo stupore e la meraviglia sono stati i protagonisti di questa splendida giornata. Abbiamo avuto anche la fortuna di avere un’ottima guida che ha reso le visite più gradevoli (grazie anche all’aiuto del nostro professore di cinese che ci ha fatto da traduttore).

La citta proibita è di enormi dimensioni, e in confronto ad essa ci siamo sentiti insignificanti.

Il Parco delle etnie è altrettanto grande e vario, date le moltitudini di stili di vita presenti in una piccola parte di Pechino. Abbiamo avuto modo di divertirci molto, nel vedere alcuni degli spettacoli preparati da ciascuna etnia (in Cina ve ne sono 56) e soprattutto nel parteciparvi. Prendere parte alle danze popolari ci ha fatto sentire uniti a queste persone così diverse da noi come una grande famiglia, che è destinata a vivere una grande avventura.

Speriamo di continuare a viverla insieme anche nei prossimi anni e di poter rendere sempre più familiare il rapporto tra culture cosi diverse e lontane.

Giacomo Moretto

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Visita al Tempio del Cielo

Il Tempio del Cielo, il più famoso e importante tempio di Pechino, è situato in un complesso di edifici taoista; qui ogni solstizio d’inverno l’imperatore e il suo seguito si recavano a pregare per il buon raccolto. E proprio come i famosi imperatori delle dinastie Ming e Qing ci siamo trovati a percorrere quelle strade, storditi dalla maestosità delle antiche costruzioni, circondati  da alberi millenari, piastrelle smaltate e enormi statue di Buddha  che accolgono e affascinano i turisti  con il loro passato. Camminando sotto l’accecante sole di metà mattina siamo arrivati al vero e proprio cuore del complesso: il tempio si ergeva in tutto il suo antico splendore. Oltre che meravigliosa opera d’arte esso conserva ancora oggi la sua funzione originale, accogliendo le preghiere di tutte le religioni e, talvolta, come narra una famosa leggenda, esaudendole. Percorrendo le scale che portano alla sommità ci rendevamo conto ad ogni passo che parte della storia della Cina è stata scritta qui.

Laura Carbone